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DOMODOSSOLA 04-06-2015 - "Uno dei motivi della disaffezione di tanta parte della gente

comune dalla politica politicante, che ha anche prodotto una notevole non partecipazione al voto soprattutto per le regionali, sono anche gli stipendi d'oro di parlamentari e consiglieri regionali che stridono con le disastrate condizioni economiche di tanta parte della gente, non solo disoccupati e nemmeno molti cosiddetti tutelati che non lo saranno ancora per molto, ma ci riferiamo a tanti che si battono, giorno dopo giorno, contro la crisi e la rapace e intollerabile fiscalità.

In Piemonte, dopo la questione dei rimborsi che ha visto alcuni consiglieri, compresi esponenti locali, incorrere nelle maglie della giustizia, mentre altri l'hanno fatta franca perchè le laute prebende aggiuntive non sono state considerate un reato.

Restiamo della convinzione che resta un comportamento riprovevole e moralmente condannabile.

A un anno dalle elezioni e, nonostante le promesse, fatte solennemente, i consiglieri regionali percepiscono, dopo una insignificante spolverata, dai 7.000 sino ai 9.000 euro mensili per determinate cariche. Altro che sobrietà e anche la questione del vitalizio "abolito" e quella delle trattenute pensionistiche, hanno fatto lievitare gli stipendi.

Unici che hanno presentato provvedimenti di riduzione sono stati i consiglieri del movimento 5Stelle, che gli altri hanno bocciato.

Sono in un binario morto sia i provvedimenti della regione che quelli del governo e del parlamento nazionale con la modifica del TITOLO V, per ridefinire le competenze. .

La verità è che costoro, a tutti i livelli, non hanno alcuna intenzione di limitare DRASTICAMENTE le loro prebende.

Analogo discorso per i dirigenti della sanità che percepiscono stipendi molto alti, in moltissimi casi superiori ai 100.000 euro all'anno e sono anche numericamente eccessivi.

Mentre si taglia tutto, soprattutto nella sanità, altri non si toccano e, in molti casi percepiscono premi sui tagli fatti letteralmente nella viva carne di cittadini e ammalati.

Quando la sanità era gestita dai comuni, questo non accadeva perchè gli amministratori percepivano indennità molto basse, meno di un ventesimo di quelle attuali, mentre i dirigenti erano in numero molto inferiore all'attuale pletora.

L'ASL vco non fa eccezione, con l'aggravante che la regione sta scegliendo "nuovi" dirigenti che hanno dimestichezza con i servizi territoriali e poca esperienza per quelli ospedalieri.

Per quelli ospedalieri, che pure sono intimamente collegati a quelli territoriali soprattutto nelle "periferie", se ne dovrebbe interessare la Regione o, molto probabilmente , i privati".

Presidente gruppo FB SOS Ossola già presidente USSL 56 Ossola Bernardino Gallo

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