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BEURA 24-06-2015 - Sul rettifilo tra Cosasca e Beura, circa a metà tratta, si trova una piazzola a lato della strada con un po’ di verde

 

e delle pietre che insieme rappresentano un ricordo ai partigiani trucidati dai tedeschi il 27 giugno 1944. Nove le vittime tra cui una donna: Teresa Binda di Suna, alla quale dal 2008 è dedicato un percorso (indicato su una bacheca posta ivi). Gli altri partigiani erano: Guerrino Aimi di Parma,  Cesare Badella di Montaldo, Francesco Femminis di Crana, Luigi Macchi di Sacconago, Otello Mappetti di Teramo, Pierino Lamberti di Castano, Bruno Passerini di Roma e Luigi Sacchi di Suna. Nel 2000 il monumento è stato riqualificato, con una nuova disposizione della lapide preesistente posata nel 1946, ed ufficialmente inaugurato domenica 2 luglio. Tra i molti presenti, varie autorità civili e militari, rappresentanti dell’Anpi, il prefetto Dr.ssa Scandura, il Parroco e la Banda Civica di Domodossola. L’orazione ufficiale fu tenuta dall’ex sindaco di Milano e capo partigiano  Aldo Aniasi (Iso). Sindaco era il giovane Omar Bargiga, che su richiesta del presidente Anpi Paolo Bologna, era stato promotore dell’intervento. Dopo la benedizione della lapide, il progettista l’arch. Giacomo Bonzani, allora anche sindaco di Villette, illustrò il progetto e le relative motivazioni che l’avevano indotto, oltre a spostare la lapide dal centro verso  uno spigolo della piazzola, a realizzare al suolo anche una grosso orologio solare.  Così posta la lapide, oltre a rendersi meglio visibile da chi transitasse sulla strada, consentiva traguardandola, di vedere il luogo esatto dell’eccidio in mezzo al prato retrostante il piccolo rilevato.  La fucilazione avvenne alle 10.30 del mattino. La posizione della piazzola, parallela alla strada provinciale, non consentiva una meridiana esattamente orientata  allo scopo, che era quello di ricordare data e momento di quel tragico evento. Così Bonzani pensò ad un orologio  solare misto, che fornisse l’ora delle 10.30
“dell’orologio comune” e l’ora Babilonica che alle sue 10.30, (corrispondenti però alle 16.30 del nostro orologio) indicava la direzione della lapide e del prato suddetto. Inoltre una linea indicava la data del 27 giugno. Tutte indicazioni fornite dall’ombra di una pietra verticale detta “gnomone a vela”. Le linee di data e ore, colorate verdi e rosse ricordavano i fazzoletti di due divisioni partigiane (mancavano gli azzurri). Per finire, una serie di paletti tronchi in ordine crescente dall’ingresso verso i due lati ad indicare le vite troncate ed infine una siepe, piccola quinta di verde ad incoronare il tutto. La meridiana venne incisa e dipinta da Gianpiero Pirinoli, nativo di Cosasca (poi trasferitosi in Vigezzo a Malesco) e che, ad appena 6 anni fu tra la popolazione testimone di quell’eccidio. Tutto il lavoro era stato affidato alla ditta Grattà Fortunato ed era costato 15 milioni di Lire, di cui 11 messi a disposizione dall’Anpi ed il resto dal Comune di Beura Cardezza.  Della descrizione del nuovo monumento  fu prodotta al Bologna uno scritto che  lo stesso consegnò all’Istituto Storico della Resistenza di Novara.

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