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BEURA – 13-04-2015 Il sindaco di Beura non intende ritirare la delibera sull'abbattimento delle capre selvatiche

e replica alla Lav con una lettera inviata ai giornali. “Non ho ordinato torture verso le capre “rinselvatichite”, ma solamente un abbattimento per le ragioni che poi andrò a elencare, raccomandandomi però, visto il periodo, di salvaguardare le femmine con i piccoli; non sono un criminale. Alcuni miei cittadini mi hanno insistentemente sollecitato a risolvere questo problema, ed io rispondo ai miei cittadini. Nel nucleo di Bissoggio, queste capre , che oramai sono diventate come dei camosci e che quindi non si fanno sicuramente avvicinare dall’uomo, hanno creato molti problemi a livello ambientale, danneggiando sia i boschi sia gli orti, visto il loro consistente numero e quindi d’alta concentrazione, non certo comune nell’animale selvatico. Per ultimo , c’è l’aspetto sanitario, visto che le capre rinselvatichite potrebbero essere portatrici di Brucellosi, malattia pericolosa anche per l’uomo. La causa di tutto questo, non è da imputare al sindaco, tuttalpiù il sindaco ha dovuto porvi rimedio purtroppo, poiché responsabile della propria comunità di “Persone”. Questi animali – continua Carigi - sono sprovvisti di targhetta identificativa, ma qualora ce ne fossero con targhetta, è logico ed evidente che la responsabilità ricada sul singolo privato. Comunque voglio informare che tale attività, non peserà per un solo centesimo sulle casse comunali. Con estremo stupore, ho ricevuto la vostra diffida, perché in tutti questi anni ho sempre condiviso l’operato della LAV come di qualsiasi altra associazione in difesa degli animali. Come avrete capito non ho nessuna intenzione di ritirare tale ordinanza e v’invito a fare delle “giuste” battaglie contro chi veramente maltratta gli animali; ma per fare quello giustamente bisogna avere il coraggio, perché in alcuni casi s’incontrano i poteri forti, e allora è meglio prendersela con un Sindaco che vuole tutelare come sempre i suoi cittadini. Se qualcuno insisterà nel suo intento, proporrò nell’eventualità, una caccia a questi animali con dardi anestetizzanti, ma poi saranno dei giardini recintati di qualche bella villa in possesso di qualche benpensante ad ospitarli. Continuate a fare delle giuste e belle battaglie come vi ho visto fare in passato, e allora avrete il mio appoggio”. Nella lettera in apertura il sindaco parla della sua sensibilità verso gli animali. “La mia storia personale, dice che fin da bambino ho avuto un trasporto particolare nei confronti degli animali , che sono esseri fantastici. Credo – scrive Carigi - che pochi vostri associati abbiano ad esempio una libreria fornita come la mia di pubblicazioni su animali o naturalistiche. I miei figli hanno imparato da papà, ma soprattutto hanno ereditato quella passione e quel trasporto verso la natura animale che il Creatore gli ha voluto concedere. A casa nostra anche una formica, un ragno, un insetto è rispettato. Non accetto lezioni da nessuno in questo senso e voglio dire anche, che il senso della misura e dell’equilibrio oramai si è perso, perché l’uomo ha la sua storia e gli animali ne hanno un’altra”.

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