ravasenga
Ricorre quest’anno il 50° anniversario della scomparsa del compositore

(Vogognese di origine e nel cuore ossolanissimo) Carlo Ravasenga.
E’ singolare la diffidenza (quasi avversione) di molti musicofili, e non solo,  ossolani verso l’opera di questo musicista colto raffinato ed ispirato che viene in genere liquidato con termini poco elogiativi (come noioso complicato etc) anche se poi in effetti  ben pochi hanno avuto occasione di conoscere od ascoltarne qualche pagina.
In questi anni ho avuto molteplici occasioni di eseguire musiche del nostro, anche in sedi e festival significativi in Italia e fuori, trovando ovunque interesse e elogi per lostile e la capacità di coinvolgimento emotivo di queste pagine.
Carlo Ravasenga nacque a Torino il 17 dicembre 1891, la madre era una Mazzola, agiata famiglia di imprenditori Vogognesi e con Vogogna tenne vivo un legame che lo portò a soggiornare per lunghi periodi nella bella casa al confine meridionale del borgo antico.
A Torino si formò negli studi umanistici e musicali frequentando la prestigiosa classe del m° Cravero al Conservatorio cittadino.
I suoi esordi compositivi furono da subito significativi, tanto che nel 1915 venne eseguito un concerto interamente dedicato alla sua musica da camera e l’anno successivo la sua opera “Una tragedia fiorentina” su testo di Oscar Wilde ottenne un calorosissimo successo.
Nel 1924 ebbe il secondo premio, con la suite in quattro tempi per grande orchestra, ad un concorso bandito dalla lega musicale italiana di New York, nella cui giuria figuravano grandi personalità musicali del tempo tra cui Arturo Toscanini.
Sempre nel 24 la sua sonata in re maggiore per violino e pianoforte ottenne il rpimo premio al concorso della società A.M.I.C.A., e con Nino Berrini dava il via alla Società degli autori di Torino.
Trasferitosi a Milano diresse per molti anni il prestgioso settimanale “Araldo Musicale” e dette vita con Alceo Toni al Sindacato Musicisti, per la tutela legale del lavoro artistico spesso oggetto di soprusi.
Fu stancabile promotore della musica contemporanea organizzando concerti e incontri in cui veniva spesso eseguita anche sua musica.
Nel 1942 si trasferì a Roma, dove svolse intensa attività compositiva e di critica musicale in importanti testate della capitale, tenendo viva la vita musicale italiana in anni obiettivamente difficili pe le arti.
Nel dopoguerra continuò la attività compositiva e le sue opere furono pubblicate dai migliori editori italiani ( Carisch, Bongiovanni Carrara ad esempio) le sue musiche ottennero anche all’estero significativi riconoscimenti.
Il gand etenore Alessandro Bonci eseguiva la sua “Ninna nanna” come cavallo di battaglia delle tourneè americane, Mina Garelli ebbe alla Aeolian Hall di New York trionfali accoglienze con alcune romanze del nostro.
Importanti direttori eseguirono, con lusinghieri successi di critica e pubblico, sue partiture orchestrali. Tra essi vale la pena di ricordare Carlo Maria Giulini, Arrigo Petrollo e Vittore Veneziani.
Illustri critici e colleghi, come Franco Abbiati, Domenico Alaleona, Alceo Toni, Giacomo Orefice, Francesco Balilla Pratella e molti altri, dedicarono importanti studi alle opere di Carlo Ravasenga.
Il maestro si spense a Roma il 6 maggio 1964.
In sua memoria la figlia Evelina Garbini Ravasenga donò alla fondazione Galletti il magnifico Steinway e l’intera biblioteca musicale del padre.
Ci sarebbero cose da dire in proposito ma rendiamo omaggio quietamente alla memoria di un Ossolano illustre che ha onorato nel mondo questa terra e fermiamoci qui.
Roberto Bassa

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