Si sono ormai versati fiumi di inchiostro sul progetto Interconnector e definire Torre di Babele la situazione che si è instaurata è quanto meno riduttivo. Fare una sintesi di quanto è stato scritto è impresa improba e probabilmente inutile. Tutto si fonda  sull’equivoco della disponibilità di Terna a dialogare  con tutti o almeno con gli organi ad essa sovraordinati. Sembra che le cose non stiano in questi termini. A dirlo non siamo noi che denunciamo da anni la scarsa ortodossia del modus operandi dell’ente monopolistico. Abbiamo scovato un documento datato 2010 del Ministero per i Beni e le Attività  Culturali (Mibac) che denuncia la scarsa propensione di Terna ad osservare il dovere di consultazione e coordinamento con altri enti nel predisporre progetti ad altissimo impatto sull’ambiente e sul paesaggio, beni della collettività tutelati dall’art. 9 della Costituzione.  Nel caso, senza aspettare l’esito delle istruttorie in corso avanti gli Istituti di Tutela Ambientale ed il placet dell’Autorità politica, la sola titolata a determinare la politica energetica del Paese sulla base di una visione strategica, Terna è “partita in tromba” a mappare l’intero percorso  con un lavoro costoso e certosino, apponendo  la servitù di elettrodotto su migliaia di fondi. Da qui il detto “mettere il carro davanti ai buoi”. La vicenda ha dell’incredibile. Fatto sta che la perseguita scorciatoia non ridurrà i tempi ma porterà alla paralisi del progetto e del reperimento di alternative fattibilissime  come il il riuso  dell’oleodotto dismesso Thusis-Lecco- Verderio. E davvero impensabile che qualche autorità superiore o addirittura la Magistratura non fermi questo sconcertante modo  di procedere. Per completezza, oltre alla clamorosa stroncatura del Mibac, la pistola fumante che mancava, riproponiamo quella già nota ma non meno dura della Regione Piemonte, datata 18.09.2014. Con ciò il cerchio si chiude e tutto si tiene. Per concludere vorremmo affettuosamente ricordare ai comuni che si sono opposti e agli altri comitati e associazioni che le loro proposte di varianti di percorso e mitigazioni ambientali hanno zero probabilità di essere esaudite. E’ l’intero progetto ad essere improponibile sia per ragioni ambientali che economiche. E’  sperabile che la lettura dei citati documenti apra loro gli occhi. Infine una nota di colore. Un sindaco e un ex sindaco dei due comuni maggiormente nevralgici e perciò determinanti, cioè Premia e Montecrestese, assicurando la propria adesione o mancata opposizione probabilmente hanno indotto  Terna a superare ogni indugio. Bravi.

Italia Nostra

Sezione Verbano Cusio Ossola

Il Presidente

Italo Orsi

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