L’impatto del cinghiale sulle produzioni agricole è argomento noto e oggetto di discussione tra le varie componenti socio economiche ; al fine di gestire le problematiche derivanti da una eccessiva densità del suide sul territorio, la regione Piemonte, in linea con altre regioni italiane, ha legiferato in materia regolamentando, con la D.G.R. 17-5754 del 06/05/2013, le modalità in merito alle operazioni di prelievo. Tale delibera, saggiamente, tiene conto degli aspetti biologici della specie, della sua strategia alimentare e della sua etologia.

Prescrive altresì il percorso formativo che deve essere obbligatoriamente affrontato dal Cacciatore che intende partecipare ai prelievi ( art.2 punto A3 comma 1 ), ed il periodo di prelievo :

Striati – Rossi- Maschi

15 aprile / 31 dicembre

Striati – Rossi – Maschi - Femmine

01 ottobre / 31 dicembre

Il divieto di prelevare le femmine adulte antecedentemente il 1 ottobre scaturisce da due motivazioni, una di ordine biologico, l’altra di ordine agronomico.

Anche il faunista meno esperto è a conoscenza che la struttura della popolazione di cinghiali è, come in altre specie, matriarcale; è la femmina che “educa” il gruppo di giovani, impedisce la dispersione degli stessi e regolamenta la strategia alimentare.

Nel malaugurato caso un gruppo di giovani (rossi/subadulti) venisse privato della femmina dominante, gli stessi si disperderebbero sul territorio provocando una miriade di danni anche al di fuori del territorio fino ad allora frequentato.

I tempi previsti per il prelievo rispondono, a una logica agronomica, prima del 15 aprile si presume non siano ancora in atto colture sensibili al danneggiamento così come dopo il 31 dicembre i prodotti di tali colture saranno ormai raccolte. Inoltre il periodo più critico per alcune produzioni agricole va da maggio ad ottobre, ecco perchè va salvaguardata la funzione aggregante della femmina di cui prima parlavo.

Valutiamo ora i piani di contenimento, così come effettuati dalla nostra Provincia, tramite il

Corpo di Polizia Provinciale, alla luce di quanto sopra :

  • Nessuna formazione dell’operatore. Il “guardia campo coltura” autorizzato dalla Polizia Provinciale non necessità di alcun percorso formativo; il cacciatore invece deve ottemperare a tale obbligo.

  • Il periodo di prelievo “contenitivo” è esteso su tutto il corso dell’anno e su tutto il territorio, nonostante la Provincia del VCO in data 09.08.2013 con propria Delibera n.105 abbia fissato un cronoprogramma di prelievo, ( punto 5 dell'allegato A ) in cui viene chiaramente specificato che da Aprile a Settembre i contenitivi possono essere eseguiti soltanto laddove esistano coltivazioni per limitare i danni agricoli. . La Provincia quindi prima fa le regole e poi non le rispetta.

    A nulla sono valse le ripetute richieste inoltrate alla Provincia da alcune Sezioni Cacciatori, nonché dal C.A. VCO 1, per avere chiarimenti in merito a tali inadempienze. Abbiamo ottenuto soltanto risposte elusive con scarichi di responsabilità tra i vari settori dirigenziali preposti alla corretta attuazione delle delibere Provinciali.

  • E' stato consentito il prelievo di femmine adulte con le conseguenze di cui ti ho detto, durante tutto l'anno.

  • Non viene verificata la messa in atto delle misure di sicurezza che vengono utilizzate per l’attività venatoria.

    Non corrisponde a verità, come sostenuto dal Sig. Maccagno su Eco risveglio del 27.08.2015 che” vengono effettuati i dovuti sopraluoghi,” poichè in alcuni casi vengono rilasciate immediate autorizzazioni a sparare, su semplice richiesta telefonica, 37 autorizzazioni nel 2012 e 22 autorizzazioni nel 2013.

  • I danni alle colture agricole persistono o, spesso, in alcune realtà aumentano.

    I dati relativi agli abbattimenti di cinghiali, forniti dalla Provincia medesima ci dicono che negli anni 2010 -2013 gli abbattimenti sono rimasti pressochè uguali (circa 1000 capi annui), così come i danni rimborsati agli agricoltori (circa 100.000 €/anno)

    UNICA E SOSTANZIALE DIFFERENZA , sta nel fatto che nel 2010 il Corpo di Polizia Provinciale con i coadiutori abbatteva con i contenitivi il 17% dei capi, il resto veniva abbattuto dai cacciatori ( paganti), durante il regolare periodo di caccia. Nel 2014 la quota contenitivi raggiungeva il 48%, inoltre dal 2015 i coadiutori non sono più tenuti a versare la quota di abbattimento prevista per il cinghiale, pur trattenendo per sé uno o più animali.( decreto del Presidente Provinciale Costa n.28 del 27.03.2015).

Siccome impiegare uomini e mezzi della Provincia ha un costo stimabile ( valutando le ore che il Corpo di Polizia Provinciale dice di aver svolto in opera di contenimento) attorno ai 40.000 / 50.000 €/anno per avere gli stessi risultati (i danni da cinghiale non sono diminuiti o sono diminuiti solo in minima parte)........non era meglio spendere meno soldi della collettività e lasciare abbattere i cinghiali dai cacciatori?

Pare del tutto ovvio che la politica messa in atto dalla Provincia del VCO per

la gestione della specie cinghiale è del tutto fallimentare, certo non poca

colpa è del Comprensorio Alpino VCO 3 , che avvalla questo stato di

cose, improntate ad una totale eradicazione del cinghiale dal territorio.

Sollecitato più volte da alcune Sezioni cacciatori a discuterne democraticamente

in pubbliche assemblee si è sempre sottratto al confronto, nell'imbarazzo

di dover rendere conto del proprio operato in netto contrasto con gli interessi

dei cacciatori.( valga a semplice esempio la scellerata caccia di selezione

al cinghiale autorizzata negli anni passati nei mesi estivi ed a Gennaio,unico

Comprensorio della Regione Piemonte ad autorizzare tale tipo di caccia)

Desidererei inoltre invitare il Presidente della Provincia Stefano Costa, a leggere

le relazioni della Provincia sui contenitivi, così potrebbe verificare che i danni

non sono per niente azzerati come affermato nell'intervista ad Eco Risveglio

del 27.08.2015, ma anche nel 2014 sono stati pari ad € 97.575,10

(Fonte La Stampa del 14.09.2015), a fronte come già detto di un notevole esborso

da parte della Provincia di denaro pubblico.

Se questa è una politica virtuosa.....

Medesimo invito lo rivolgo al Presidente del Comprensorio Alpino VCO3

Sig. Girlanda Aldo visto che nell' articolo propaganda sopramenzionato, conferma

le posizioni di Costa.

Vorrei inoltre ricordargli che la legge obbliga i Comprensori a pagare i danni

da fauna selvatica, non è quindi una libera scelta di mettere a disposizione

fondi, come traspare dalle dichiarazioni di Girlanda, ma un obbligo imposto dalla

Regione Piemonte, che partecipa economicamente alla quasi totalità dei rimborsi

che giustamente vanno conferiti a coloro che hanno subito danni.

Si consideri inoltre che Il gettito annuo pagato dai cacciatori per le quote

cinghiali in Piemonte si aggira intorno ai tre milioni di euro ma il totale dei

danni pagati è stato nel 2014 di € 1.976.851, il milione che manca che fine ha fatto?

E quindi, se i soldi sborsati dai cacciatori coprono ampiamente i rimborsi dovuti

agli agricoltori per i danni subiti, è plausibile concludere è che tutta questa politica

di demonizzazione del cinghiale serva solo ad incamerare ancora più denaro

dei cacciatori da destinare ad altri scopi.

Conclusione : la Provincia spreca tempo e denaro per contenere i cinghiali

quando i danni li pagano i Comprensori Alpini....... un classico esempio di pasticcio

all'italiana, dove più enti partecipano alla gestione di un bene comune.

Il cinghiale non è la peste bubbonica ma è una risorsa che va gestita con oculatezza

a beneficio di agricoltori, cacciatori e cittadini, come fanno in tutto il resto d'Italia;

la Liguria, ad esempio, è piena di cinghiali, gli agricoltori coltivano e mandano

fiori in tutto il mondo, eppure nessuno si sogna di attuare politiche distruttive della

specie cinghiale.

A proposito le Province non erano state abolite?

Claudio Sciagata

Presidente FIDC di Villadossola

Copyright © 2018 Ossola News. All Rights Reserved. ULTRAVOX SRL Domodossola (VB) P.IVA 02344090036

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti servizi in linea con le tue preferenze ed in alcuni casi per inviare messaggi pubblicitari. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information