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ROMA 05-09-2015 - "Si ricomincia. In tutti i sensi. Con gli amici e lettori di “Ossola News”, con questa rubrica

“Qui Montecitorio” per dare conto, in maniera spero discorsiva e poco formale, del lavoro che faccio nel “Palazzo”. E più in generale, con l'attività politico-amministrativa di un settembre che si preannuncia già come lo snodo dell'intera legislatura. I punti dell'agenda sono parecchi. Sia quelli generali e complessivi, con l'approdo al Senato della riforma della Costituzione in terza lettura per la quale faccio l'appello ai colleghi senatori di pensare al bene comune e non alle traiettorie individuali (l'Italia, infatti, ha bisogno che si completi il percorso delle riforme per una modernizzazione del proprio sistema istituzionale). Sia quelli particolari e settoriali, sui quali per le mie responsabilità di commissione stiamo già lavorando.

Sulla mia agenda sono segnati in rosso alcuni appuntamenti importanti.

Iniziando da martedi, con l'incontro che avremo dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna con il ministro dell'ambiente, Gianluca Galletti. Al centro del colloquio, la necessità di lanciare un programma contro il dissesto idrogeologico nelle aree montane. L'unità di missione presso Palazzo Chigi, diretta prima da Erasmo De Angelis e ora da Mauro Grassi, ha fatto un ottimo lavoro recuperando importanti risorse destinate alle emergenze più clamorose, come il Bisagno a Genova o l'area di laminazione del Seveso a Milano. Ma contemporaneamente bisogna lavorare sulla prevenzione, e questo significa lotta al dissesto nelle aree montane. Il governo sta sbloccando importanti risorse in questa direzione, e martedi chiederemo un segnale preciso nella direzione dei territori montani, perchè intervenendo su di essi si fa l'interesse dell'intero paese.

Sempre in commissione, riparte il disegno di legge sui piccoli comuni di cui sono relatore. L'obiettivo politico è di influenzare il dibattito settembrino sulla legge di stabilità, al fine di inserire in essa provvedimenti nella direzione dei comuni “minori”, sia amministrativi (risolvere l'annoso problema del patto di stabilità che congela risorse e interventi) sia strutturali (proporremo misure sul riaccorpamento fondiario, sul demanio idrico, sui servizi essenziali, sulla semplificazione).

Altra partitina mica da ridere, che parte sempre in commissione e sempre a settembre, la riforma del codice degli appalti. Su questo abbiamo idee chiare, come Pd: bisogna semplificare, delegificare e rendere più facile e più snello appaltare i lavori pubblici nel nostro paese. Con un ruolo importante da attribuire all'Autorità Nazionale Anti Corruzione (dove Cantone sta facendo un ottimo lavoro), e con la riduzione del numero delle stazioni appaltanti e con l'introduzione di logiche di “soft law”. Ovvero, lavorare molto sull'autonomia regolamentare e sulla responsabilità e qualificazione delle stazioni appaltanti, ribaltando l'attuale concetto che vede una legge di 600 articoli e un regolamento attuativo di 346 articoli. Tutta questa cosa borbonica e burocratica deve finire (con buona pace di chi dal ministero ci aveva fatto avere una prima versione della legge di 500 articoli) altrimenti non risolveremo né i temi dell'efficienza né quelli della corruzione (che cresce dietro alla confusione, non dietro alla semplificazione).

Poi sull'agenda ci sono i punti “locali”: la partita frontalieri (nella sua tripartizione della esigenza di un chiarimento da parte dell'Agenzia delle Entrate sulla “voluntary disclosure”, sulla mozione sul blocco del negoziato da noi presentata a luglio e sull'esigenza di far partire il tavolo sullo Statuto del Frontaliere al Ministero del Welfare); la questione Poste, che in queste ore mi vede “bersagliato” da telefonate provenienti da tutta Italia; la questione Sanità, con il positivo lavoro avviato sui Punti Nascite Montani che deve essere finalizzato dentro la cornice di quel che avverrà in legge di stabilità sul Fondo Sanitario Nazionale (su questo concordo con Chiamparino: ogni risparmio in sanità deve essere reinvestito in sanità, non si deve fare cassa).

Insomma, si ricomincia. A passo di carica".

Onorevole Enrico Borghi

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