borghi enrico 20ott14

ROMA 12-09-2015 - Settimana da rientro strong, quella trascorsa. Al "pronti-via" subito il dibattito interno del Pd

( lo so,non è una novità) con un confronto sull'articolo 2 della riforma costituzionale che ormai va diventando surreale. Sento alcuni miei compagni di partito, insieme con i grillini, i leghisti e Forza Italia, lanciare toni da crociata, sostenendo che l'elettività indiretta del Senato sarebbe nientemeno che un attentato alla democrazia. Possibile che non riusciamo a liberarci da un provincialismo che fa del dibattito italiano un costante esercizio di ammirazione del proprio ombelico? Tanto per rimanere ai 15 paesi dell'Europa occidentale, culla delle democrazie liberali (di cui facciamo parte) nei paesi scandinavi (Finlandia, Svezia, Danimarca) così come in Lussemburgo, Malta e nella Grecia del campione della sinistra purista Tsipras il Senato non esiste. In tutti gli altri paesi dove c'è', sono in Spagna viene parzialmente eletto. Negli altri, essendo una camera delle autonomie, e' eletto di secondo grado e non potrebbe essere diversamente avendo altra natura (di rappresentanza territoriale e non politica) rispetto alla Camera. In realtà, dietro a questi artificiosi allarmi c'è' a mio avviso un non detto: sia la sinistra dem quanto Forza Italia giocano a riaprire il capitolo della legge elettorale, per reintrodurre il premio alla coalizione e creare le condizioni per un Renzi bis nel quale ci si allarghi alla minoranza interna ed esterna. Non si spiega diversamente, infatti, la circostanza che vede Forza Italia votare questo stesso testo lo scorso anno al Senato, per poi ora cambiare idea senza che il testo sia cambiato di una virgola, e il fatto che alcuni della minoranza Pd, anche ex presidenti di Regione che per anni hanno sostenuto la tesi del Senato delle regioni, all'improvviso scoprono le virtù del Senato elettivo. Sarà' magari anche un processo alle intenzioni il mio, ma credo di non sbagliare. Per il resto, settimana scivolata tra un incontro con il ministro dell'ambiente (si va verso uno stanziamento di fondi per dissesto idrogeologico per i territori montani, una good news) e il lavoro su codice degli appalti la cui riforma entrerà nel vivo mercoledì in commissione quando il governo darà il suo parere sugli emendamenti e inizieremo a votare (con possibili notturne in vista). Finalino di settimana con mini botto, ovvero la proposta del Ministro Alfano di riordino delle Prefetture. Ho già avuto modo di dire cosa ne penso, e non credo affatto che il futuro e lo sviluppo di un territorio dipenda dal fatto che un Prefetto o un Questore posino le loro eccellenti terga su una poltrona collocata in quel territorio. Credo, invece, che se vogliamo lasciare i soldi nelle tasche di famiglie e imprese anziché trasformarli in tasse, dobbiamo descrivere la presenza dello Stato sul territorio pensando che siamo nel 2015 e non nel 1861. L'obiettivo è' quello di rispondere ai bisogni del cittadino, e non a quelli delle burocrazie. È' quello che abbiamo fatto con la scuola, introducendo il principio che si pensa agli studenti (di oggi e di domani) e che l'organizzazione della classe docente è' subordinato ad essi e non viceversa, è' quello che dobbiamo fare in sanità (pensando ai bisogni di salute dei cittadini e non alla comodità dei primari) e altrettanto vale per la alta burocrazia statale. Leggo che Forza Italia vorrebbe lasciare tutto com'è . Mi pare logico: loro sono conservatori. Ma qui dobbiamo cambiare tutto, a cominciare dallo Stato. E noi abbiamo cominciato a farlo. Finale con una piccola soddisfazione: è' stata la settimana in cui sono iniziati i lavori del paramassi di Iselle. 13 anni dopo la frana. Qualcosa si sta muovendo, dunque. In Italia e nel VCO. Forse dipende anche dal fatto che a Roma non siamo proprio lì a curare le biciclette.

Onorevole Enrico Borghi

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