BORGHI CAMERA2

ROMA 26-09-2015 - La settimana che si chiude ha visto la concretizzazione di tre importanti riforme:

accordo politico per la modifica costituzionale, riforma del codice penale, riordino della Protezione Civile.

Andando con ordine, si è trovata l'intesa all'interno del Pd sul nodo dell'elettività del Senato. Devo dire, sinceramente, che mi è parso tanto rumore per nulla. Era scontato che, trasformandosi il Senato in assemblea delle istituzioni locali, l'elezione dei suoi rappresentanti fosse di secondo grado. Si è imbastita una vicenda molto mediatica, nella quale si sono confuse pere con mele (Calderoli che propone la grazia per un condannato in cambio del ritiro degli emendamenti, ad esempio) e nella quale fatico a intravedere come grande conquista del movimento operaio a favore della Democrazia la modifica dell'articolo 2 della riforma, che a mio avviso messa cosi' rischia di produrre pasticci in futuro. Chi vivrà, vedrà. In ogni caso accordo raggiunto, autostrada spianata a Renzi per l'approvazione in aula e un paio di effetti politici, piuttosto rilevanti. Da un lato, l'imbullonamento di Lega e Movimento 5 Stelle sul versante dei conservatori (singolare la decisione grillina di votare contro a una riforma che riduce il numero di parlamentari, diminuisce il costo della politica, semplifica le procedure legislative e chiarisce i rapporti tra Stato e Regioni: una contraddizione con quanto da loro sostenuto sempre). Dall'altro, la torsione sempre più evidente dentro Forza Italia, che si appresta a votare contro a una riforma non solo identica a quella già votata in prima lettura, ma che addirittura sul nodo dell'elettività del Senato ha aperto alle richieste degli stessi azzurri e della minoranza Pd. Difficile, ora, dire che non va bene per loro. E infatti, dentro il partito di Berlusconi i malesseri sono sempre più evidenti.

Renzi, insomma, dopo l'operazione Mattarella incassa il secondo “grande slam” dell'anno,e tempo due settimane lo scoglio del Senato che pareva insormontabile sarà aggirato, aprendo la strada all'ultima lettura da noi alla Camera a gennaio e al referendum confermativo entro la fine 2016. La legislatura, insomma, si conferma per gli impegni che avevamo preso, come legislatura costituente e di riforme.

Sugli altri due punti, qualche accenno veloce. Con il consueto folcklore grillino in aula (stavolta si sono presentati -a ranghi meno compatti di altre volte, devo dire- con tanto di bavaglio, facendo arrabbiare la presidente Boldrini), abbiamo approvato la riforma del processo penale. In tanti ci hanno sparato addosso, dicendo che vogliamo imbavagliare stampa e magistratura. Ma in realtà la riforma non ha modificato la possibilità di utilizzare le intercettazioni nel processo; ha “solo”introdotto principi di tutela per la privacy per le persone non coinvolte nel processo, le quali oggi si ritrovano su giornali e media spesso a loro insaputa e vengono affiancate a cose anche scabrose alle quali sono totalmente estranee. E ha stabilito che le intercettazioni -che restano uno strumento nelle mani della magistratura ad invarianza di utilizzo- devono essere usate con grande attenzione. Volete un esempio? Questa settimana è stata prosciolta da ogni accusa Carolina Girasole, già sindaco di Isola Capo Rizzuto in Calabria. Era una delle paladine della lotta antimafia, e con l'utilizzo improprio di intercettazioni è finita sotto processo con l'accusa infamante di aver fatto accordi elettorali con un clan della 'ndrangheta. Tutto falso, ha stabilito il giudice. Ma intanto per Carolina Girasole (una che aveva confiscato terreni alla mafia, mica una mammolletta) a causa di intercettazioni male interpretate e finite in pubblico ci sono stati arresti, dimissioni, accuse sui giornali per anni. Tutto finito, con tante scuse, modello Enzo Tortora. Diciamo la verità: non è roba da paese civile. Il che non significa impedire alla magistratura di fare il proprio dovere, anzi è esattamente il contrario. Significa mettere i giudici in condizione di fare bene il loro lavoro, senza pressioni esterne e senza intromissioni indebite. Il provvedimento, inoltre, stabilisce un aumento di pena per furti e per reati di voto di scambio politico mafioso, e introduce tempi certi per l'esercizio dell'azione penale. Anche qui, una cosa da paese civile che deve uscire dalla guerra civile sulla giustizia degli ultimi vent'anni.

Terzo appunto della settimana, la riforma della Protezione Civile, alla quale ho lavorato personalmente in commissione essendo un disegno di legge presentato anche da me insieme con le colleghe Chiara Braga e Raffaella Mariani. Votato con largo consenso dall'aula, mette definitivamente in soffitta il modello berlusconian-bertolasiano della protezione civile come bancomat che interviene su tutto , anche in spregio alle regole. La delega che abbiamo dato al governo punta ad aumentare la sicurezza dei cittadini e del tessuto produttivo, rendendo maggiormente omogenea l’applicazione delle norme per la gestione e la risoluzione delle emergenze e delle gravi calamità naturali, recuperando i ritardi pregressi e impostando per il futuro un focus particolare sulla prevenzione.

La settimana si 'è chiusa con una riunione col ministro degli esteri Gentiloni, per impostare al meglio la posizione dell'Italia nella prossima conferenza del clima di Parigi, riunione fatta proprio nelle ore degli straordinari discorsi sul clima e sull'immigrazione di papa Francesco a Washington che aprono scenari di speranza.

Lo spazio per rendere conto delle “cosette di casa nostra” non c'è, ma nelle prossime ore su volontary disclosure penso arriveranno importanti novità. Su tutto il resto, ci risentiamo la prossima settimana. Buona domenica a tutti. Ps: sabato pomeriggio alle 17 a Castiglione Ossola, in Valle Anzasca, si ricorda il 70 anniversario della morte di don Giuseppe Rossi, sacerdote martire ucciso dai fascisti. Ci sarò, perchè il ricordo si deve sempre ravvivare.

Onorevole Enrico Borghi

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