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ROMA 20-09-2015 - E' stata la settimana del ricordo di un grande uomo politico italiano, ossolano

di adozione visto che ha scelto come sua ultima dimora il piccolo cimitero di Megolo: Giancarlo Pajetta. Per meritoria iniziativa del Comune di Pieve Vergonte, domenica scorsa è stato ricordato, con una intima ma intensa cerimonia alla quale ho partecipato, portando il saluto a nome della Camera dei Deputati della quale Pajetta fece ininterrottamente parte dal 1946 alla sua morte, avvenuta il 13 settembre 1990. Una figura da riscoprire e da far conoscere, perchè ha rappresentato un passaggio significativo almeno per tre aspetti. Anzitutto, quello antifascista e di combattente per la libertà dell'Italia. Poi per l'aspetto etico, per il suo rigore e la sua onestà e correttezza nonchè per la disponibilità a pagare di persona il prezzo dei propri ideali con anni di duro carcere e di esilio ("Le idee non valgono per quel che rendono ma per quel che costano", mi spiegava  Mino Martinazzoli ricordando padre Bevilacqua; una frase da applicare alla vita di Pajetta). E infine l'aspetto politico: non per una appropriazione postuma, puerile e inutile, ma per il riconoscimento del fatto che se oggi il Pd esiste ed è il primo partito d'Italia lo deve anche alla persistenza delle proprie radici. Nelle quali si ritrova anche la storia della sinistra italiana del dopoguerra, di cui Pajetta fu uno dei leader più amati e popolari.

Dalle vette della grande politica, la settimana è poi planata su materie di lavoro molto più prosaiche. Approfittando di un lavoro d'aula che non riguarda le mie specifiche responsabilità (riforma del codice penale, dove peraltro ci sono passaggi importanti come la depenalizzazione della diffamazione e una stretta sulle intercettazione a tutela della privacy), sono riuscito a ricavare il tempo per lavorare su questioni importanti per il nostro territorio.

E' stata così la settimana in cui il Ministero dell'Economia ha "licenziato" positivamente il progetto tecnico della "Città della Salute" di Novara, sbloccando oltre 300 milioni di euro per la realizzazione di un Policlinico che sarà strettamente connesso con la riorganizzazione sanitaria del VCO e che assicurerà all'Alto Piemonte una struttura sanitaria nella quale assicurare prestazioni specialistiche per le quali oggi si debbono fare centinaia di chilometri. Abbiamo lavorato in tanti per questo risultato, fianco a fianco con le autorità locali e regionali, e penso vada sottolineata tra le "good news" che fanno certamente meno rumore delle polemiche, ma danno molta molta più sostanza. 

Altro campo di lavoro settimanale è stata la questione della "voluntary disclosure",che interessa tutti i nostri frontalieri, sia attivi che pensionati. Mi pare che siamo vicini sia all'obiettivo di una indispensabile proroga, sia soprattutto al chiarimento ufficiale circa il fatto che i redditi dei nostri frontalieri detenuti all'estero non sono risorse detenute illegalmente. Ho insistito con il viceministro Casero e con l'Agenzia delle Entrate circa l'esigenza di una circolare applicativa, che chiarisca nel dettaglio la posizione fiscale dei frontalieri, nonchè l'avvio da parte dell'Agenzia di un servizio di assistenza diretta e di consulenza. Aspettiamo fiduciosi....

Giovedi è stato il turno dell'emergenza cinghiali, per la quale in commissione ho portato all'attenzione con una interrogazione urgente il "modello Valgrande" che va facendo scuola, con abbattimenti selettivi programmati sulla base di ricerche scientifiche e con l'assistenza di personale adeguato. A tale proposito, condivido le perplessità del presidente Stefano Costa sulla decisione regionale di aprire la caccia per risolvere il problema. La riapertura della caccia rischia solo di aumentare il problema (perchè aumenterebbero anche le immissioni, inutile prenderci in giro...), mentre invece con prelievi selettivi si possono risolvere i problemi venendo incontro alle problematiche di agricoltori e proprietari di fondi e utilizzando la professionalità dei nostri cacciatori e delle nostre guardie venatorie.

Intanto, ho avviato un pò di "intelligence" sulla vicenda riordino prefetture, ma ora è un pò presto per parlarne.

Da ultimo, un ringraziamento. Lunedi sera sono stato invitato da don Paolo Pessina e dalla parrocchia di Vogogna, per un confronto pubblico sull'attuale situazione politica internazionale e nazionale. Sono stato felice di potermi confrontare per più di tre ore con la sala di palazzo Pretorio piena, a dimostrazione che è possibile fare una politica lontano dalle urla sguaiate e teatrali dei talk show televisivi, tanto rumorosi quanto finti (e il loro crollo di audience testimonia la disaffezione del pubblico, che ha mangiato la foglia). C'è un altro modo di far politica, che è stato quello di lunedi sera a Vogogna. Ed è quello che preferisco. Per questo grazie a don Paolo e a tutti i partecipanti alla conferenza.

Alla prossima settimana!

Onorevole Enrico Borghi

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