BORGHI CAMERA2

Con due giorni di ritardo sulla tabella di marcia, dei quali mi scuso, stendo le notarelle della settimana trascorsa.

Provando ad andare per punti, perchè sono stati davvero sette giorni intensi, conclusi con l'assemblea nazionale del Pd che ha finalmente sbloccato la vicenda unioni civili. A tale proposito, quando ho sottoscritto un documento con altri 39 colleghi finalizzato a proporre una mediazione (stralcio della stepchild adoption e perfezionamento degli articoli sulla natura giuridica della convivenza) avevo ben presente che solo quello era il sentiero della praticabilità politica. I numeri del Senato parlano chiaro, e mi sembrava un esercizio avventato lanciarsi alla ricerca di un'intesa parlamentare con il Movimento 5 stelle. Come volevasi dimostrare, appena i grillini hanno avuto la percezione che da loro dipendeva tutto (ma quanta ingenuità in quelle dichiarazioni di Scalfarotto "siamo nelle vostre mani"), hanno fatto scattare la trappola in accordo con la Lega e il banco è saltato. Morale della favola: in politica si battono le strade del realismo, e quando non si hanno i numeri si media anzichè minacciare. Altrimenti il rischio è di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Nel merito poi, tra qualche anno ripensando al dibattito di questi giorni, ci sarà chi si sorprenderà e magari anche pentirà di aver avuto riserve sulle stepchild adoption nelle unioni omosessuali. E potrà anche accadere, al contrario, a chi quelle riserve non ha avuto. Per questo, quando si parla di temi tanto complessi, non servono  i fondamentalisti di tutte le parti, sempre privi di dubbi e sempre pronti a misurare il tasso di modernità con il metro del presente (o, se si preferisce, delle prossime elezioni). Aver condotto la trattativa al Senato lasciando agli "ultras" il ruolo di mediatori non ha giovato. Ora portiamo rapidamente a casa l'accordo tra le forze di governo, e variamo la legge sulle unioni civili secondo un sano principio di riformista secondo il quale tra il "niente" e il "piuttosto" è meglio il "piuttosto".

Mentre al Senato suonavano i tamburi di guerra tra canguri e zoologia varia, in aula alla Camera abbiamo varato il "collegato agricolo", che porta con sè importanti deleghe al governo per il riordino del comparto. Due i settori che riguardano da vicino il nostro territorio, e sui quali ho lavorato a fianco dei colleghi della commissione agricoltura: la delega al governo per il riordino e il potenziamento del settore del riso, importante per l'economia del Novarese, e l'inserimento del settore della forestazione tra i comparti per il quale l'esecutivo è tenuto a modernizzare il sistema. Ora speriamo in un rapido esame al Senato, e poi avanti con i decreti delegati per dare più spinta competitiva ad un settore in piena crescita e che anche nella nostra zona sta attirando giovani.

Venerdi ho partecipato, inoltre, a due momenti importanti. La mattina all'inaugurazione del 18° anno accademico dell'Università del Piemonte Orientale, a Vercelli. Il pomeriggio a Miasino, per la restituzione ufficiale del Castello, sottratto alla camorra e rientrato in possesso della collettività. Sul versante universitario, va registrata positivamente la crescita dell'UPO, nonostante il suo radicamento dentro una "terra di mezzo" che vede da una parte il classico -e sempre asfissiante- centralismo torinese e dall'altra la vitalità di offerta lombarda. Sono convinto che il "dopo Expo", con la cittadella della salute e della scienza immaginata da Renzi, possa essere una opportunità per l'Università del Piemonte Orientale, soprattutto in connessione con la realizzazione della Città della Salute di Novara ormai avviata, e la strada per evitare di essere schiacciati nella compressione tra Torino e Milano. In questo, la strada della qualificazione dell'offerta formativa intrapresa, unitamente al radicamento  e al raccordo con le specificità territoriali può essere quella vincente. Su Miasino, invece, va rilevata la soddisfazione di aver riscontrato come quando società civile e istituzioni remano nella stessa direzione, si possono raggiungere importanti risultati. La presenza di Rosy Bindi, del procuratore nazionale antimafia e di Giancarlo Caselli hanno dato il giusto lustro a una giornata che archivia definitivamente una pagina triste di presenza mafiosa nelle nostre terre, e l'impegno assunto dalla Regione Piemonte di dare entro anno una destinazione funzionale all'immobile è un investimento per il futuro.

Il fine settimana si è chiuso registrando un'ottima partecipazione a due iniziative organizzate per illustrare nel nostro territorio due recenti riforme con il collegato ambientale e la riforma del codice degli appalti. Sabato a Vogogna, grazie alla collaborazione del Parco Nazionale Valgrande e delle Aree Protette dell'Ossola, abbiamo avviato l'embrione della "green community" del Verbano Cusio Ossola, con una sinergia importante tra enti che sta vedendo le nuove presidenze di Massimo Bocci e Paolo Crosa Lenz lavorare in sintonia (anzi,come dicono loro, in cordata) molto bene. Lunedi a Verbania, insieme con la Provincia e con la partecipazione della collega Raffaella Mariani, ad un pubblico numeroso abbiamo spiegato i contenuti della riforma della legge su appalti e pubbliche concessioni per dare più semplicità, più trasparenza e più efficienza ad un settore importante.

Finale di settimana con numeri. Importanti. La Camera di Commercio del VCO ci dice che le assunzioni nel primo trimestre del 2019 sono ripartite anche da noi. Siamo a +9% rispetto al primo trimestre del 2015, leggermente inferiori alla media piemontese (che è del 10% in più), ma superiori alla media nazionale (che è dell'8,4%). Non c'è da cantar vittoria, ma pensare che nel nostro territorio ci sono diverse decine di persone uscite dalla disoccupazione o dall'occupazione precaria è un segno al tempo stesso di concretezza e di speranza, che induce a raddoppiare sforzi e impegno.

Buona settimana a tutti.

Enrico 

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